COSA SIGNIFICA ESSERE CITTADINI EUROPEI

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Il Trattato di Maastricht nacque con l’obiettivo di sostituire alla Comunità Europea l’Unione Europea, vale a dire un’istituzione sovranazionale non puramente economica, ma che tendesse verso una reale integrazione fra i popoli del continente. In quest’ottica si inserì la previsione dell’introduzione di una cittadinanza europea riconosciuta a tutti i cittadini degli Stati membri dal 1 novembre 1993. Vediamo insieme di capir meglio cosa significa essere cittadini europei.

CHE COS’È LA CITTADINANZA EUROPEA?

La cittadinanza dell’UE è quell’insieme di diritti e doveri che riguarda tutti i cittadini all’interno di una data comunità e che ne garantisce l’eguaglianza.

Sulla base dei trattati dell’Unione Europea la cittadinanza europea affianca quella nazionale senza sostituirla e conferisce a tutti i cittadini degli Stati membri dei diritti supplementari, diversi da quelli che essi hanno in quanto cittadini di un singolo Stato.

Ecco alcuni diritti, più che doveri, dei cittadini europei:

LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI NELL’UNIONE EUROPEA

Prima di ogni cosa i cittadini dell’Unione hanno diritto alla libertà di circolazione all’interno degli Stati membri, godendo della possibilità di vivere in uno qualsiasi di essi.

Anche se più di un terzo dei lavoratori europei sarebbe disposto a lavorare in un altro Stato membro, una persona su cinque ritiene che ci siano ancora troppi ostacoli per farlo, da quelli linguistici al pendolarismo transfrontaliero.

IL SENSO DI APPARTENENZA ALLA COMUNITÀ EUROPEA

Nel 2013 è stata organizzata in tutta l’Unione una serie di manifestazioni, conferenze e seminari in ambito europeo, nazionale, regionale e locale. In tale occasione la Commissione condusse una consultazione pubblica per rilevare i problemi incontrati dai cittadini nell’esercizio dei diritti legati alla cittadinanza europea. Da ciò emerse chiaramente che i cittadini volevano poter sfruttare i loro diritti in quanto cittadini dell’Unione Europea. Tra questi diritti c’erano l’avere un autentico spazio europeo in cui poter vivere e lavorare, studiare e fare acquisti senza ostacoli burocratici o discriminazioni.

LE MISURE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione Europea vuole superare questi ostacoli, ma la cittadinanza europea è una realtà ancora troppo frammentata e i divari economici e sociali dell’Europa sono ancora troppo evidenti. Uno di questi è il rischio che, invece di una sola cittadinanza europea, ce ne siano tante quanti sono i Paesi membri dell’Unione.

In Europa il regime giuridico dell’acquisto della cittadinanza risulta da un mix di ius sanguinis (cittadinanza ereditata dai propri genitori) e ius soli (cittadinanza data dallo Stato sul cui territorio si è nati). Non esiste ancora un approccio unitario, il che influisce sul ritardo di un’autentica cittadinanza europea.

È vero anche che in ogni Stato membro i cittadini vivono differenti appartenenze che determinano differenti status personali. Ciò significa che non tutti i cittadini godono della pienezza dei diritti allo stesso modo. Si pensi al fenomeno dell’immigrazione illegale, in aumento a causa delle attuali politiche di accoglienza.  La precedente riforma di Dublino, lo strumento regolatore dell’immigrazione in Europa, di recente è stata sostituita con una nuova politica comunitaria. Difatti, a settembre 2020, la Commissione Europea ha presentato il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo che è un insieme di procedure più efficienti che garantiscono responsabilità più chiare e contribuiscono a ripristinare la fiducia tra gli Stati membri, fornendo nel contempo chiarezza ai richiedenti.

I VANTAGGI DELLA CITTADINANZA EUROPEA

Il Trattato di Maastricht entrato in vigore nel 1993 ha stabilito che tutti gli Stati dell’Unione Europea abbiamo una doppia cittadinanza. Quali sono alcuni vantaggi dell’esser cittadini europei? Vediamoli insieme.

E ancora:

I PROGETTI EUROPEI PER I CITTADINI

L’Unione Europea, grazie ai numerosi fondi che stanzia, permette di realizzare progetti volti al rafforzamento dei valori europei e incoraggia i propri cittadini ad una partecipazione attiva.

A sottolineare l’importanza che riveste la cittadinanza per la creazione di una vera società europea, la Commissione ha lanciato per il periodo 2014-2020 il programma “l’Europa per i cittadini”, tramite il quale vengono incoraggiati tutti i cittadini, le autorità locali, i sindacati, le municipalità e le organizzazioni a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo dell’Unione. Il programma ha finanziato iniziative riguardanti la partecipazione e la democrazia, il dialogo interculturale, l’occupazione, la coesione sociale, lo sviluppo sostenibile e l’impatto delle politiche europee sulla società. Il programma ha mirato a promuovere i valori comuni dell’Europa, a favorire la nascita nei cittadini dei Paesi membri di un comune sentimento di appartenenza e a tradurre queste idee in realtà.

Il progetto si è mosso su due obiettivi principali: sensibilizzare alla memoria, alla storia e ai valori comuni, nonché alle finalità dell’Unione, vale a dire promuovere la pace, i valori dell’Unione e il benessere dei suoi popoli stimolando il dibattito, la riflessione e lo sviluppo di reti. E, poi, incoraggiare la partecipazione democratica e civica dei cittadini dell’UE permettendo loro di comprendere meglio il funzionamento dell’Unione e creando le condizioni adatte all’impegno sociale e al volontariato.

Percentuale di fiducia nei confronti delle istituzioni europee per singolo Stato membro. Fonte: https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/2355

L’Unione Europea, inoltre, facilita la consapevolezza della cittadinanza europea con diversi progetti che riguardano i giovani e la scuola, tra cui:

L’ORGOGLIO EUROPEO

L’orgoglio europeo di nuova generazione è oggi incentrato su un futuro fatto di politiche soft, come la lotta al cambio climatico e la protezione dei dati.

La presidente della Commissione Europea Von der Leyen mette, infatti, l’ambiente al primo posto presentando progetti di maxi-investimenti per un’Europa verde, con lo scopo di farla diventare leader mondiale dell’innovazione. Si parla di Carbon Border Adjustment Tax, un dazio unilaterale all’importazione per tutti i prodotti internazionali non fabbricati secondo gli standard ambientali rigorosi europei. È il cosiddetto protezionismo verde per difendere le imprese europee dall’aumento dei costi e dalla perdita di competitività. Si punta, inoltre, a valorizzare l’European Open Science Cloud, che è attualmente utilizzabile solo dai ricercatori, rendendolo disponibile al resto dell’ecosistema europeo per avere uno spazio fidato per i dati dei cittadini europei.

CONCLUSIONE

Ragionare sul significato della cittadinanza europea vuol dire ragionare sul perdurare o meno del nesso tra cittadinanza e Stato-Nazione, tra cittadinanza e nazionalità. Se, da un lato, la cittadinanza europea ‘travalica’ i confini facendo cessare per i cittadini dell’UE la dicotomia italiano-straniero, dall’altro non si è spogliata delle nazionalità statali. Sebbene nemmeno la cittadinanza nazionale si basi su una definizione statica, in larga parte i diritti e i doveri dei cittadini europei risultano ancora un ‘work in progress’. Da quello che abbiamo visto, già i cittadini europei possono oggi circolare e vivere nell’UE, godere del principio di parità di trattamento, partecipare attivamente alla vita politica in numerosi modi, godere della protezione consolare, contribuire alla formulazione delle politiche europee.

Perché la cittadinanza europea si collochi su un livello paritario rispetto alla cittadinanza nazionale, tuttavia, si devono affrontare alcune sfide:

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