COSA SIGNIFICA ESSERE CITTADINI EUROPEI

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Secondo i trattati dell’Unione Europea siamo cittadini europei, ma l’espressione cittadinanza europea ha un significato tecnico ben preciso che pochi conoscono. Vediamolo insieme per capire meglio cosa significa essere cittadini europei.

CHE COS’È LA CITTADINANZA EUROPEA?

La cittadinanza dell’UE è quell’insieme di diritti e doveri che riguardano tutti i cittadini all’interno di una data comunità e che ne garantiscono l’eguaglianza.

Sulla base dei trattati dell’Unione Europea, la cittadinanza europea affianca quella nazionale senza sostituirla e conferisce a tutti i cittadini degli Stati membri dei diritti supplementari, diversi da quelli che essi hanno in quanto cittadini di uno singolo Stato.

Ecco alcuni diritti, più che doveri, dei cittadini europei:

La libertà di circolazione dei cittadini dell’Unione Europea

Prima di ogni cosa, i cittadini dell’Unione hanno diritto alla libertà di circolazione all’interno degli Stati membri, godendo della possibilità di vivere in uno qualsiasi di essi.

Anche se più di un terzo dei lavoratori europei sarebbe disposto a lavorare in un altro Stato membro, una persona su cinque ritiene che ci siano ancora troppi ostacoli per farlo, da quelle

linguistiche al pendolarismo transfrontaliero.

Il senso di appartenenza alla Comunità Europea

Nel 2013, anno europeo dei cittadini, è stata organizzata in tutta l’Unione una serie di manifestazioni, conferenze e seminari in ambito europeo, nazionale, regionale e locale. In tale occasione la Commissione condusse una consultazione pubblica per rilevare i problemi incontrati dai cittadini nell’esercizio dei diritti legati alla cittadinanza europea. Da ciò emerse chiaramente che i cittadini vogliono poter sfruttare i loro diritti in quanto cittadini dell’Unione Europea. Tra questi diritti ci sono l’avere un autentico spazio europeo in cui poter vivere e lavorare, studiare e fare acquisti senza ostacoli burocratici o discriminazioni.

Le misure della Commissione Europea

La Commissione Europea vuole superare questi ostacoli, ma la cittadinanza europea è una realtà ancora troppo frammentata e i divari economici e sociali dell’Europa sono ancora troppo evidenti. Uno di questi è il rischio che invece di una sola cittadinanza europea ce ne siano tante quanti sono i Paesi membri dell’Unione. La cittadinanza europea dovrebbe essere una cittadinanza integrativa che nulla toglie alle tante cittadinanze nazionali.

In Europa il regime giuridico dell’acquisto della cittadinanza risulta da un mix di ius sanguinis (cittadinanza ereditata dai propri genitori) e ius soli (cittadinanza data dallo Stato sul cui territorio si è nati). Ogni sistema ha i suoi difetti e di solito le scelte si basano su esigenze di politica legislativa. Non esiste ancora un approccio unitario, il che influisce sul ritardo di un’autentica cittadinanza europea.

È vero anche che in ogni Stato membro i cittadini vivono differenti appartenenze che determinano differenti status personali.

Ciò significa che non tutti i cittadini godono della pienezza dei diritti allo stesso modo. Si pensi ai clandestini, in aumento a causa delle attuali politiche di accoglienza, i quali subiscono le scelte degli orientamenti politici dei governi di turno. Una soluzione al problema potrebbe essere un’iniziativa per sostenere la cittadinanza europea armonizzando le cittadinanze nazionali.

I VANTAGGI DELLA CITTADINANZA EUROPEA

Il Trattato di Maastricht entrato in vigore nel 1993 ha stabilito che tutti gli Stati dell’Unione Europea abbiamo una doppia cittadinanza, ma quali sono i vantaggi dell’essere cittadini europei? Vediamoli insieme.

E ancora:

I progetti europei per i giovani e la scuola

L’Unione Europea facilita la consapevolezza della cittadinanza europea con diversi progetti che riguardano i giovani e la scuola, tra cui:

L’orgoglio europeo

L’orgoglio europeo di nuova generazione è oggi incentrato su un futuro fatto di politiche soft come la lotta al cambio climatico e la protezione dei dati.

La presidente della Commissione Europea, Von der Leyen, mette infatti l’ambiente al primo posto presentando progetti di maxi-investimenti per un’Europa verde, con lo scopo di farla diventare leader mondiale dell’innovazione. Si parla di Carbon Border Adjustment Tax, un dazio unilaterale all’importazione per tutti i prodotti internazionali non fabbricati secondo gli standard ambientali rigorosi dell’Europa stessa. È il cosiddetto protezionismo verde per difendere le imprese europee dall’aumento dei costi e dalla perdita di competitività. I dazi verdi ai confini europei contro il resto del mondo possono infatti innescare ritorsioni.

Inoltre non sembra convincere l’idea di un cloud europeo, per non dare i dati di mezzo miliardo di cittadini ad Amazon o Microsoft. Lo European Open Science Cloud, attualmente solo per i ricercatori, vuole essere aperto al resto dell’economia per avere uno spazio fidato per i dati dei cittadini.

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